Il Martirano riparte dopo la retrocessione

Mancano ormai pochi giorni all'inizio della nuova stagione. Si riparte dalla terza categoria, si riparte dopo una retrocessione senza scusanti al termine di un campionato deludente, si riparte dopo il solito susseguirsi di voci e tensioni estive conclusosi fortunatamente con l'iscrizione della squadra.
Il Martirano quindi si rituffa in una categoria che conosce bene e lo fa presentando alcune novità importanti. Prima di tutto a livello societario, con l'ingresso di nuovi elementi e il ritorno di vecchie conoscenze che vanno ad unirsi ad un gruppo di lavoro ben collaudato. Questo nuovo blocco dirigenziale non ha tardato a mettere in chiaro alcuni punti chiave del percorso da intraprendere, nuovo percorso che non puó prescindere dal ridare nuova linfa a quel "progetto sociale" che negli ultimi anni forse si era un pó appannato. Non a caso, dalla società trapela la volontà di riaccendere la passione della gente rendendo la squadra un punto di riferimento stabile per l'intera comunità e una calamita per tutti i giovani di Martirano che vogliono cimentarsi con questo sport, senza chiudere le porte ai migliori elementi del circondandario. 

Il riavvicinarsi della comunità alla squadra sarà certamente favorito (altra novità importante) dal ritorno al campo comunale di Martirano dopo due anni di esilio a San Mango. Ritrovare il terreno di mille battaglie, della storica e trionfale promozione sarà sicuramente d'aiuto e, oltre a questo, responsabilizzerà ulteriormente i giocatori che saranno così chiamati non solo a riscattare il campionato passato, ma anche a difendere calcisticamente la propria casa. 

Una fetta consistente di responsabilità graverà sulle spalle dei senatori del gruppo, sulla coppia di allenatori-giocatori D. Gallo e Cerqua e sugli altri leader come Roperti, Sposato, Lepore, V. Gallo e Stranges, chiamati a guidare un gruppo ricco di giovani a cui trasmettere i valori e la voglia di lottare per la maglia e per i compagni.

Gli elementi per far bene ci sono, ma è necessario l'impegno di tutti, fuori e dentro dal campo, affinchè i tanti punti interrogativi che accompagnano questa nuova stagione possano lasciare il posto a risposte positive. Occorrerà far fronte comune, vincere ma soprattutto convincere al di là del risultato, per mettere a tacere disfattisti, detrattori e gufi vari e far resuscitare anche il loro senso di appartenenza. Sarebbero i tre punti più belli.

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