PROMEMORIA

Ricomincia il campionato di terza categoria, il quarto consecutivo per l’ ASD Martirano Lombardo, e già questa è una notizia. È una notizia, bella, perché quest’anno abbiamo rischiato seriamente di restare senza calcio e solo a metà settembre, proprio allo scadere, abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo. La squadra è salva ed è un bene per il paese, perché sappiamo cosa significa tutto questo per una piccola realtà come la nostra. Forse solo i più distratti non si sono accorti di tutto il carico di polemiche che ha accompagnato il salvataggio della squadra  nei minuti di recupero, polemiche che si trascinano dall’anno scorso, dal momento in cui è avvenuto lo strappo all’interno della società con la conseguente fuoriuscita di parte della dirigenza. Quest’anno è avvenuto un contro-ribaltone, con la squadra che è passata nelle mani di quella parte di dirigenza che aveva deciso di lasciare un anno fa. Non si può negare che la famosa spaccatura abbia creato nell’ambiente sportivo martiranese e, in particolare intorno alla squadra, un clima molto pesante, alimentato da continue polemiche, che alla fine ha travolto anche i rapporti personali. In pratica, tutto ciò che di positivo la nascita della squadra aveva portato è andato a farsi benedire. E quindi da dove si riparte quest’anno? Sicuramente, sul piano sportivo, dall’ottimo campionato conclusosi ad un soffio dai play off, grazie al lavoro della dirigenza, all’operato di mister Ambrosio e soprattutto alla crescita costante e all’impegno di tutti i ragazzi che hanno dimostrato il loro valore in ogni partita, anche se per alcuni, che per comodità chiameremo gentaglia, il merito di certi risultati andava ricercato nello scarso valore degli avversari (anche se io francamente non ricordo Real Madrid e Barcellona nel girone degli anni precedenti). Alla nuova dirigenza e a mister Marrelli il compito e l’augurio di continuare su questa strada. Per quanto riguarda il resto non possiamo far finta di niente, non è cosi facile dimenticare un anno cosi. La nuova dirigenza ha rilevato la squadra con l’intento di ricreare lo “spirito del primo anno”. Su questo concetto ci sarebbe molto da dire, dipende da come lo si vuole intendere. Se con questo intendiamo il voler ricreare tutto lo straordinario entusiasmo che accompagnò la nascita della squadra, allora l’intento è nobile e condivisibile. Ma se con questo vogliamo offrire una immagine distorta e artificiosamente idealizzata di tutto ciò che succedeva nella prima stagione, allora siamo fuori strada. Per qualcuno, e l’ho scritto anche l’anno scorso, nella passata stagione non funzionava nulla, la situazione era degenerata e tutto era peggiorato (a proposito di polemiche fondate sul nulla…). In pratica tutto veniva descritto in termini apocalittici mentre quando si parlava delle prime due stagioni si entrava in un mondo favoloso, dove tutto funzionava a meraviglia e dove tutto era felice, l’Eden del calcio nostrano. Io scrissi che non era rose e fiori né prima, né dopo. E a tal proposito mi piace riportare un aneddoto. Durante il periodo del Natale scorso, un martiranese che lavora nel nord Italia, mi fece alcune domande sulla squadra e mi disse che non seguiva più il blog perché gli era stato riferito che il nuovo mister (Ambrosio) aveva eliminato i martiranesi dalla squadra. Mi disse testualmente:” Con tutti questi stranieri mi sembra l’Inter e io sono juventino”. Io subito gli mostrai le foto di tutte le partite e gli dimostrai che mediamente nella formazione titolare venivano schierati 6-7 ragazzi martiranesi e lui capì immediatamente che aveva dato ascolto alle cazzate di qualche illustre esponente della gentaglia. Riporto questo episodio per dare l’idea del clima che era stato creato, un clima costruito sulla menzogna volto ad allontanare la gente dalla squadra. Chiudo parentesi. Tornando al discorso precedente io ricordo, e forse in pochi lo sanno, che nella prima stagione alcuni ragazzi martiranesi erano pronti a lasciare la squadra perché sentivano di non godere di molta considerazione e furono convinti a rimanere dal “puerile e infame” intervento di qualcuno. Cosi, giusto per ricordarlo. Non era tutto rose e fiori prima e non lo è stato dopo, lo ribadisco. Poi, tornando all’anno scorso, certamente il punto più basso è stato toccato quando dal piano calcistico si è passati al piano personale. Quello che ha subito D. Gallo, le enormi quantità di fango e di cattiverie con cui ha dovuto fare i conti, le offese anonime su internet fatte con profili anonimi da persone che non hanno le palle di associare la propria faccia alle cazzate che dicono, rappresenta una piccola parte di ciò che può partorire la bassezza di una mente mediocre in un paese cosi piccolo. Per fortuna i numerosi attestati di stima ricevuti, e non solo dai compagni di squadra, sono stati la risposta migliore. E parlo del piano personale, quello che non si dovrebbe toccare. Forse ricreare “lo spirito del primo anno” può significare dimenticare tutto questo, dimenticare le innumerevoli polemiche inutili, le offese, i brindisi “alla prima di una lunga serie” fatti da certa gentaglia alla prima sconfitta del Martirano, la sfilata all’ultima giornata di campionato per il mancato raggiungimento dei play off, certi sms letti in piazza che dovevano restare segreti e che hanno contribuito a chiarire certe dinamiche, le scommesse sul mancato arrivo della squadra a Natale, il denigrare continuamente le vittorie perché ottenute contro squadre di pellegrini (il Persico era la più gettonata), i pronostici negativi scritti al bar, i manifesti delle partite strappati ecc. Di sicuro bisognerà provarci, e ci proveremo, per il bene del Martirano, e per dimostrare di essere di una categoria superiore rispetto a certa gentaglia.

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