Il Martirano perde nel peggiore dei modi a Serrastretta la quarta partita del campionato.
La sconfitta però questa volta va al di là del 3 a 1(sempre se il risultato verrà omologato) subito in campo. La settimana scorsa ho scritto che è difficile commentare quelle sconfitte che maturano quasi unicamente per i propri demeriti, come se ci si impegnasse a farsi del male. Questa settimana è ancora più difficile.
È una sconfitta che invita un intero ambiente a guardarsi dentro, a fare un bagno di umiltà, che lascia segni nel morale e forse, se dovessero arrivare lunghe squalifiche, penalizzazioni e multe, non solo nel morale. Ciò che è successo a Serrastretta rappresenta il peggior tipo di sconfitta e l'imbarazzo di giocatori al ritorno a casa e dei tifosi la dice lunga su come sia stata vissuta l'intera vicenda.
La partita, che i gialloneri stavano vincendo, ha preso una brutta piega anche per alcune decisioni molto discutibili dell'arbitro, siamo d'accordo, ma toccare i livelli che cosi poco hanno a che fare con il calcio non ha fatto altro che ripercuotersi pesantemente sul Martirano che giovedi conoscerà l'ammontare del conto da pagare. I giocatori coinvolti, volontariamente e non, potrebbero non vedere il campo per un bel pò, mesi o anni addirittura nel caso di percosse all'arbitro (non è chiaro se ci siano state). Potrebbe esserci una penalizzazione forse, e una brutta botta potrebbe essere una multa che di questi tempi, e in realtà come quella martiranese non certo ricchissime, non sarebbe proprio il massimo.
È stato un colpo di testa di alcuni, che ci può stare perchè siamo umani, ma che potrebbero pagare in molti. Da queste situazioni però si possono trarre insegnamenti. Il primo per la società, chiamata a rimettere in riga tutti i tesserati; il secondo per i giocatori, che devono dimostrare con il pallone la propria rabbia, che devono cambiare radicalmente atteggiamento in campo per non vanificare gli sforzi della passata stagione, usando e non perdendo la testa; e il terzo per tutto l'ambiente, tifosi compresi, perchè siamo in seconda categoria e dopo di noi c'è solo la terza categoria e poi l'oratorio, quindi diamoci tutti una calmata.
Se vogliamo essere ottimisti non possiamo non ammettere che peggio di cosi non si può, si è toccato il fondo e quindi ora si può solo tornare a salire, magari a volare visto che parliamo di aquile. Magari già domenica prossima.

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